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La “via crucis” del ferro vecchio

Quelli della “raccolta ferro vecchio” – che adesso riparano anche “ombrelli, fornelli e coltelli da prosciutto” (perché l’arrotino che “toglie il fumo dalla cucina” non ce l’ho più) – non si fermano col furgoncino: passano e sfilano con la loro cantilena. E poi, che fine fanno? Almeno prevedessero delle stazioni di sosta lungo un itinerario prestabilito – a mo’ di via crucis – così uno saprebbe dove trovarli; altrimenti come si fa a contattarli? Non c’è un telefono, un sito internet… Io ad esempio vorrei sapere quanto mi costerebbe riparare un ombrello – il manico è buono, sta bene, ci sarebbe solo una stecca da sostituire – “ma no, fai prima a comprarlo nuo…” vabbè ce vojo prova’, me vojo impiccia’, vojo vede’, sape’, senti’ che me dice – . Ma uno che deve fare? Si prepara in tuta da ginnastica, in assetto da bungee jumping, e appena sente l’annuncio del megafono si lancia dal balcone?

E non voglio l’ombrellaio del negozio, voglio proprio fermare il furgone – “faresti comunque prima a comprarne uno nuovo, e risparmieresti pure!” Aridaje.

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