La sentenza dell’Epifania

C’è un proverbio popolare secondo cui la festa dell’Epifania, giorno in cui Cristo si sarebbe manifestato ai Re Magi, è l’ultima del calendario liturgico:

“L’Epifania tutte le feste si porta via”.

Più semplicemente per me da bambino significava che le vacanze di Natale erano finite, sarebbe ricominciata la scuola, e che da lì alla prossima sosta avrei dovuto aspettare fino a Pasqua – chissà quando, e comunque troppo breve rispetto al Natale – tanto valeva rassegnarsi e guardare a giugno.

Poi ho iniziato l’università e il Natale, giugno e agosto divennero i mesi a ridosso degli esami. Ho fatto un passo ulteriore: sono diventato uno studente fuori corso (uno di zona ormai). Quindi «sempre»  è diventato il momento buono per pensare di dare al più presto un esame – lo era anche prima, ma dopo sentivo più insoddisfazione che sollievo.

E va bene, siccome ci sarà sempre una scadenza ed è sano riprendere fiato quando si può, io, che sono ancora fuori corso, ho controllato il calendario di quest’anno e Pasqua ci sarà a metà aprile. È tantissimo tempo!

Roma (Centocelle). L’autobus 450 percorre una via dei castani semi deserta con -2°.

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Informazioni su Andrea Palumbo

Insegnante di italiano L2 (teacher of Italian as a Foreign Language)
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